Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)

giovedì 28 dicembre 2017

Top five internazionale 2017

Decidere quali siano i top five nel mare magno delle uscite discografiche internazionali progressive non è agevole. Propongo qua di seguito alcuni lavori, tra i dischi che ho potuto ascoltare, che ritengo meritevoli di menzione per questo 2017 che volge ormai al termine.

Nau Aletheia: Los misterios de Eleusis
I Nau Aletheia si sono formati a Buenos Aires nel 2014 grazie ad Alvar Llusá-Damian, già violinista nella rinnovata formazione -per l' E.P. Resplandor (2016)- dei mitici Bubu, fondamentale prog-band sudamericana degli anni settanta. 
Il loro primo full lenght si intitola "Los misterios de Eleusis", uscito l'8 Marzo per Viajero Inmovil Records, fa riferimento ai misteri eleusini che erano riti esoterici che si praticavano nell'antichità presso il tempio di Demetra nella città greca di Elusi di fronte all'isola di Salamina.Il disco, di 52 minuti diviso in undici tracce, è quasi totalmente strumentale e veleggia mirabilmente tra jazz/fusion progressive e momenti leggiadri più sinfonici con intermezzi folkeggianti e post rock.
Line up: Alvar Llusá-Damiani: violino, chitarre elettriche e acustiche. Gabriel Herrera: tastiere, sequencer, chitarra elettrica. Juan Pablo Gonzalez: basso elettrico e fretless e alla batteria Ezequiel Bonani. A questi valenti musicisti si sono affiancati per la registrazione di alcune tracce del disco numerosi ospiti, tutti meritevoli di menzione: Al flauto Natalia Abate,Emilio Ariza, Camila Gonzalez. Al sax Lucas Zampi. Alle percussioni Adrian Foppiano. All'oboe Lucas Misael Cuadra. Al clarinetto Nicolas Ruggiero.Al fagotto Italo Antunez. Ai cori Tiziana Rocca e alla voce Guadalupe Hidalgo per la mini suite di nove minuti dal titolo "Menocchio" che conclude il disco e che è dedicata a Domenico "Menocchio" Scandella (1532-1600) un mugnaio friulano processato e giustiziato dalla Santa Inquisizione.
Per chi ha tempo/desiderio di ascoltarsi l'intero-magnifico-album, eccovi la possibilità!



Kotebel: Cosmology
L'ensamble spagnolo dei Kotebel è giunto al settimo album in studio con Cosmology, un lavoro ambizioso basato sulla rappresentazione musicale di quattro concezioni del Cosmo.
Il disco, uscito il 6 Luglio per la label francese Musea Records, è un platter totalmente strumentale che si divide in nove tracce per un oretta di musica ove l'eterogeneità regna sovrana tra groove jazzistici, mirabili momenti prog sinfonici, incursioni flautistiche del virtuoso venezuelano Omar Acosta ad impreziosire sequenze poliritmiche di assoluto spessore. 
Line up: Carlos Franco Vivas: batteria, percussioni. César Garcia Forero:chitarre. Jaime Pascual Summers: basso. Adriana Nathalie Plaza Engelke: piano, tastiere e Carlos G. Plaza Vegas: tastiere. Ospite: Omar Acosta al flauto.
Ecco la settima traccia dell'album dal titolo "A bao a qu"





Arabs in Aspic: Syndenes Magi
Quinta fatica in studio per i Norvegesi Arabs in Aspic. Il nuovo lavoro, di 42 minuti dal titolo Synddenes Magi, è stato rilasciato da Apollon Records e si divide in sole tre tracce di cui l'ultima- Morket 3- dura più di 20 minuti.Il sound dei nordici è sempre intriso di heavy prog che si espande in territori psyco-space elettronici con momenti intimi folkeggianti rigorosamente acustici.
I testi hanno per tematica l'instabilità del nostro mondo attuale e il cantato per la prima volta in madre lingua ben si "amalgama" con il tappeto sonoro proposto.
Line up: Jostein Smeby: chitarra, voce. Stig Arve Kvam Jørgensen: tastiere, voce .Erik Paulsen: basso, voce e Eskil Nyhus: batteria, percussioni. Ospiti: Halvor Viken Holand : violino e Alessandro Elide: percussioni. L'artwork estremamente fascinoso è di Julia Proszowska Lund.
Propongo la title track che è anche il brano di apertura.


Gevende: Kirinardi
Terzo disco per i talentuosi turchi Gevende. Il 17 Febbraio è uscito, per la label Baykus, Kirinardi. Nove brani per quasi 40 minuti in cui l' eclettico sound proposto scuote l’animo dell’ascoltatore per la varietà dell'offerta artistica che veleggia tra folk etnico, jazz-fusion e progressive di matrice psichedelica con il cantato in lingua madre.
Line up : Okan Kaya: chitarra, basso synth, cori. Ahmet Kenan Bilgiç: voce, chitarra. Gökçe Gürçay: batteria, percussioni. Ömer Öztüyen:viola. Serkan Emre Ciftci: tromba, flicorno, sintetizzatori, cori. Ospiti: Barış Ertürk: baritono e sassofono tenore. Erkan Çavdaroğlu e Çağlar Haznedaroğlu: violino. Burak Kayan: viola e Erman İmayhan: violoncello
Ecco la sesta traccia del platter dal titolo "Aglaya Aglaya"



Malabriega: Fiebre
Disco particolarissimo per i Malabriega (una parola del Sud della Spagna la cui semantica rappresenta la complessità del lavorare assieme), ensemble di Siviglia giunto con Fiebre al  primo full lenght il 29 Settembre per la Sacramento Records, una etichetta indipendente spagnola creata nel 2012.  Undici tracce, di cui due brevi strumentali Prologo e Confia,  più la bonus track "Vuela" per  47 minuti di musica che creano un album delizioso e raffinato ove prog, rock e flamenco si fondono assieme per dare essenza vitale ad una prelibata e originale pietanza sonora.
Line up: Juan Castro: voce. Joaquin Sainz: chitarra elettrica. Manuel Soto Noly: chitarra flamenco. Sergio Carmona: basso e alla batteria Raul Gomez.
In ascolto la title track, il terzo brano del disco


More solito, segnalo un disco lontano dal pianeta progressivo. 
Passionale, arioso, poetico, raffinato,evocativo: questo è Lantern, il nuovo prezioso regalo che gli statunitensi Oregon, giunti al trentesimo disco, donano ai fruitori della musica di qualità che non ha età nè tempo. L'album, rilasciato il 27 Giugno 2017 per la label romana Cam (creazioni artistiche musicali) Jazz, consta di dieci tracce per 62 minuti di autentica delizia sonora e sopraffino gusto estetico. Da rilevare che è il primo disco degli Oregon senza uno dei quattro membri fondatori ossia il bassista Glen Moore sostituito -fin dal 2015- con grande perizia dall'italiano Paolino Dalla Porta che ha affiancato i "veterani" Paul McCandless: oboe, corno inglese, sassofono soprano, clarinetto basso, flauto, Ralph Towner: chitarra classica, pianoforte, sintetizzatore e Mark Walker: batteria, percussioni.
Propongo la versione live -presso La casa del jazz di Roma (17 Luglio 2017)- della tradizionale canzone scozzese "The water is wide" che, nella versione in studio, è la traccia conclusiva del fascinoso disco.





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