Rikard Sjoblom (Beardfish)

mercoledì 19 settembre 2018

UKanDanZ

ll poliedrico quintetto francese UKanDanZ, formatosi a Lione, di fatto è un gruppo multinazionale per la presenza di Asnake Gebreyes, un cantante etiope dalle linee melodiche incredibilmente complesse e dalla capacità vocale di grande impatto emotivo per il fruitore.
Due proposte discografiche: Yetchalal nel 2012 uscito anche in versione limitata in vinile singolo (300 copie) e doppio (500 copie) e Awo nel 2016.
Un ensemble eterogeneo per la propensione etno folk della loro proposta sonora che ben si interseca con il jazz fusion progressivo e il noise rock.
Line up: Benoît Lecomte: basso elettrico. Guilhem Meier: batteria. Damien Cluzel: chitarra. Lionel Martin: sassofono e il vocalist Asnake Gebreyes.
Album consigliato: Yetchalal (2012)

venerdì 7 settembre 2018

Hadal Sherpa

Gli Hadal Sherpa sono un gruppo creatosi nel 2013 in Finlandia a Vantaa, città meridionale di 200.000 abitanti, confinante con la capitale Helsinki.
L'ensemble nordico ha pubblicato il primo disco omonimo autoprodotto nel 2017, un album composto da Pasanen totalmente strumentale che si dipana in otto tracce per 68 minuti di musica. Il sound è orientato allo space-psyco-prog con aspetti etnici rilevanti che impreziosiscono l'opera. 
Line up: Vesa Pasanen (chitarra, bouzouki, tastiere, percussioni), Matti Elsinen (tastiere), Ville Kainulainen (chitarra), Sauli Marila (basso e violoncello) e Ilja Juutilainen (batteria e percussioni).Musicisti ospiti: Arttu Muhonen alle percussioni, Pi Kiviharju al flauto e Olli Rautiainen alla tromba 
Link utili: https://hadalsherpa.bandcamp.com/releases
https://www.facebook.com/HadalSherpa/
Alobum consigliato: Hadal Sherpa (2017)

giovedì 6 settembre 2018

Trama

Inatteso e graditissimo ritorno per i Trama , ensemble genovese con una storia che prende il via nello scorso millennio giacchè nascono nel 1995 nel capoluogo ligure con l’intenzione di crearsi uno spazio nel mondo del rock progressive d’autore attraverso composizioni non banali ma intrise di quella semplice alchimia di sedurre il fruitore.  Traggo dal loro sito” …cercano di rendere più orecchiabile un genere difficile agli ascoltatori comuni, senza tralasciare le particolarità più significative per gli appassionati“.
Prima di quest’anno nella loro discografia un ottimo album “Prodromi di finzioni sovrapposte” (1998 Mellow Records) e alcuni tributi ma –finalmente- il 22 Giugno 2018 per la Lizard Records (serie Locanda del vento) è uscito il secondo full length “Oscure Movenze”, un lavoro ove convivono interessanti testi e parti strumentali di grande impatto emotivo, convincente connubio tra melodie progressive e ricercate interpretazioni vocali/ strumentali degli artisti. Un’opera che, parafrasando  i loro testi, non porta ad una “confusione implosa ma vola leggera verso le anime”.
La particolarità è che la Line up del nuovo disco è rappresentata da tutti i membri storici dei Trama dell’altro secolo: Annalisa Accorsi: voce. Lorenzo Loria: chitarre. Luca Scherani: tastiere. Paolo Gaggero: batteria e Gabriele Guidi Colombi al basso
Sito ufficiale: http://www.tramaprog.com



martedì 4 settembre 2018

Monjoie

Si possono realizzare dischi di gran classe in Italia nel 2018? La risposta è assolutamente si! 
La Lizard Records di Loris Furlan http://www.lizardrecords.it è tra le etichette nostrane che portano avanti progetti di qualità che vanno al di là del bieco discorso riguardante il mercato delle vendite e delle etichettature di genere.
Dei Monjoie (pronuncia Monjwà , ispirato a un grido di battaglia dei cavalieri franchi) già parlammo nel 2012 all’uscita del terzo disco “Affetto e attrazione”, vedi: http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.com/search?q=monjoie.
Il loro quarto disco dal titolo  “And in thy heart inurn me” uscito nell'Estate di quest’anno è uno degli esempi più fulgidi di come si possa essere profondi e ammalianti nelle proposte sonore. Il titolo, la cui traduzione declama “e nel tuo cuore custodisci le mie ceneri” (sesta traccia dell’album), è il verso finale della poesia “You say you love “ di John Keats (1795-1821) uno dei più significativi letterati del Romanticismo. 
Ed è proprio la poesia inglese di fine 700-metà 800 a strutturare verbalmente l’album che di fatto diviene una sorta di concept in quanto vengono proposte quindici composizioni di poeti quali William Blake (1757-1827), William Wordsworth (1770-1850) oltre al già citato Keats. Tutto avviene con assoluto rispetto, con le liriche che vengono declamate in forma canzone mantenendo la possanza artistica dei versi originali. 
Fascinoso nel suo fluire per quasi un ora di musica, il quarto full length dell’ensemble ligure, costituitosi nel 1999, è suonato in maniera impeccabile e cantato in modo sopraffino da Alessandro Brocchi che ricorda - per larghi tratti- Brendan Perry dei Dead Can Dance. 
Afflati jazzistici che si intersecano al folk della terra d’Albione con reminiscenze progressive  “di classe” per una produzione di qualità eccelsa in ogni step compositivo ed esecutivo. 
Da sottolineare la splendida copertina melanconica-decadente a cura del fotografo di Wuppertal (Germania) Normann Thielen http://dark-romance-photographie-und-poesie.de .
Assolutamente consigliato!!
Line up: Daniele Marini: tastiere. Alessandro Brocchi: voce, chitarre. Valter Rosa: chitarre e bouzuki. Davide Baglietto: flauti,ocarine, musette del Berry, tastiere. Alessandro Mazzitelli: tastiere, sintetizzatori analogici, basso e produzione.
Link utile: https://www.facebook.com/monjoieband/  
info:monjoie.band@gmail.com
In ascolto la settima traccia del disco "The sick rose", poesia di William Blake e contenuta nella raccolta Songs of Experience (1794), due quartine che ruotano attorno alla suggestiva diade amore-morte.
O Rose thou art sick.
The invisible worm,
That flies in the night
In the howling storm:
Has found out thy bed
Of crimson joy:
And his dark secret love
Does thy life destroy.
O Rosa sei malata.
L'invisibile verme,
che vola nella notte
nell'ululante tempesta:
Ha trovato il tuo letto
di gioia cremisi:
E il suo amore cupo e segreto
Distrugge la tua vita.

martedì 28 agosto 2018

Cairo Knife Fight

I Cairo Knife Fight (CKF) sono un duo proveniente dalla Nuova Zelanda, fondato nel 2007 dal polistrumentista/ cantante/ compositore  Nick Gaffaney, classe 1978 originario di Christchurch , città del sud, la terza della nazione per numero di abitanti (396.000) dopo Auckland e Wellington.
Il loro genere si discosta dal progressive tradizionale pur avendo qualche rimando hard-prog. Nei loro tre full length e tre E.P.  sono inclini a sonorità più alternative rock.
Il duo è formato dal chitarrista George Pajon (membro dall’inizio del 2015) e da Nick Gaffaney che canta e suona  la batteria.
In passato è accaduto che, per creare suoni più variegati e intensi,  Nick con la mano destra suonasse la batteria, usando una tastiera con la mano sinistra e utilizzando una stazione loop per creare voci dal vivo e loop di ritmo.
Album consigliato: Colossus  (2015)

venerdì 24 agosto 2018

Full Code

La band dei Full Code si è costituita nel 2005 in Nuova Zelanda, dal 2011 si è trasferita a Melbourne in Australia . L’ensemble, dopo due E.P., il 20 Giugno 2014 con l’interessante Telecapes ha avuto piena visibilità discografica.
Il sound è un cross over progressivo con momenti melodici e altri più vigorosi, con un vocalist assai versatile che cattura l’attenzione del fruitore con interpretazioni estremamente performanti.
Line up: Steve Berry (voce), Gene Carroll (batteria), Greg Geeves (chitarre) e Isaac Paurini (basso).

Album consigliato: Telecapes (2014)

giovedì 23 agosto 2018

Riverblind

La band neozelandese dei Riverblind, che prende il nome da The Blind (Otūwhero) River  un piccolo fiume nel distretto di Marlborough, regione del Nord-Est dell’isola oceanica, è stata fondata nel 2005 da David Kempton (voce, chitarra), Daniel Simpson Beck (basso) e Tim Whitta (batteria).Il trio, sei mesi dopo, debuttò con una serie di concerti live. Nel 2007  i  tre pubblicarono un E.P. "Mind Estate" e  poco dopo il batterista Whitta lasciò la band per trasferirsi nel Regno Unito alla ricerca di nuove avventure musicali e fu sostituito da Stefan Sarten con il quale i due fondatori rimasti incisero il loro unico full lenght dal titoloHour of the Wolf “ nel Gennaio del 2009 per poi sciogliersi alla fine del 2010 dopo altri live di buon spessore artistico.
Il loro sound è un crossover appetibile per una proposta sonora di buon livello.

Album consigliato: Hour of the Wolf (2009)