Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)

martedì 12 dicembre 2017

Trauma Forward

I Trauma Forward sono un progetto di Castiglion Fiorentino (provincia di Arezzo) che si è materializzato nel 2012 grazie ai compositori  Jacopo Bucciantini (batteria, voce) e  Davide Lucioli (tastiere,voce) a cui si sono aggiunti successivamente, per la realizzazione discografica, il bassista Michael De Palma e il chitarrista Francesco Zuppello.
Il nome del progetto (letteralmente in italiano Trauma in Avanti) si riferisce all'etimologia greca della parola Trauma che indica ferita o lesione del corpo prodotto da cause esterne sia taglienti o laceranti, sia contundenti. In questo caso la semantica della proposta artistica fa anche riferimento al dolore dell'anima. 
L'ensemble toscano ha un unico album all'attivo dal titolo "Scars" (label L.M. European Music), un concept composto nel 2012 e registrato tra il 2015 e il 2016 che racconta il viaggio avventuroso di due manichini vuoti, un'esperienza esistenzialista attraverso emozioni e sofferenze.
Il disco, quasi interamente strumentale con una base di partenza prog sinfonica, è estremamente gradevole nella varietà della proposta sonora e ha la prerogativa di mantenere desta l'attenzione del fruitore nelle sue dodici tracce per poco più di quaranta minuti che spaziano dall'elettronica all'acustica con chitarre distorte e percussioni in evidenza. 
Questo lavoro d'esordio ha una genesi molto particolare, rimando a questo link per tutti i doverosi approfondimenti:  http://www.hamelinprog.com/scars-la-genesi-dellesordio-discografico-dei-trauma-forward/




Album consigliato: Scars (2016)

giovedì 7 dicembre 2017

The Forty Days

The Forty Days sono un progetto progressivo toscano (i musicisti sono di Pisa e Livorno) attivo, nell'odierna formazione dal Settembre 2015. Dopo alcuni live per collaudare l'intesa musicale, il 28 Ottobre 2017 viene alla luce il loro disco d'esordio per la Lizard Records dal titolo "The colour of change", un concept album che ha come focus narrativo l'uomo trentenne del terzo millennio con il proprio bagaglio di paure, emozioni e riflessioni. 
Sette tracce (di cui una strumentale) per oltre tre quarti d'ora di energico sound dove la band lavora su coordinate sonore che veleggiano tra neo prog, psyco hard-rock, sprizzate -soprattutto chitarristiche- Floydiane e cenni funky, il tutto miscelato  con perizia strumentale e compositiva, le liriche in inglese sono scritte dal chitarrista Dario Vignale e interpretate con vocalità intensa e nobile timbrica da Giancarlo Padula.
L'originale artwork è del giovane Matteo Di Giacomo e le foto del booklet di Laura Messina.
Line up: Giancarlo Padula: voce e tastiere. Dario Vignale: chitarre e cori. Massimo Valloni: basso e alla batteria Giorgio Morreale.
Link utile: https://www.facebook.com/thefortydaysita

Album consigliato: "The colour of change" (2017)


Basta!

I Basta! rigorosamente con il punto esclamativo per non confondersi con Basta nome d'arte di Vasiliy Vakulenko (classe 1980) un rapper russo di Rostov sul Don o con i Basta un quintetto tedesco di Colonia che canta a cappella scrivendosi e arrangiandosi i pezzi, sono una band fiorentina attiva discograficamente dal  2013 con con un E.P. dal titolo "Oggetto di studio" lungo mezz'ora diviso in otto tracce. 
Ma è con "Elemento Antropico" (Lizard Records 2017) che l'eclettico gruppo toscano mette a fuoco pienamente tutta la perizia compositiva per un lavoro di grande livello tecnico ed emozionale.Il disco, lungo quasi 50 minuti per 11 tracce, è totalmente strumentale ad eccezione di alcune parti parlate (voce narrante Riccardo Sati) in una delle quali (Intro) troviamo il Deus ex machina del prog nostrano del nuovo millennio ossia Fabio Zuffanti.  Questi intermezzi servono come trait d'union per raccontare in parole e tanta musica una storia (vera) inerente un circense di nome Samuel Wasgate (1855-1939), un orfanello che iniziò a lavorare presso il circo del funambolo Guillermo Antonio Farini, il cui vero nome era William Leonard Hunt, famoso per la sua traversata -da acrobata sul filo- delle cascate del Niagara nel 1860. Samuel , travestendosi spesso da donna , sembra che si sia esibito (e fu uno dei primi) anche come uomo/donna cannone.
Dalla prima traccia "Entro nell'antro":"Quando arrivò da me,non era più lo stesso: quel viaggio lo aveva cambiato.In peggio se mai era possibile.Diceva di chiamarsi Samuel.Raccontava di essere arrivato da un altro mondo. 
La proposta sonoro shakera con eccellente disinvoltura , in composizioni eterogenee e movimentate, prog sinfonico, heavy folk-rock, avant-jazz, il tutto per un prodotto di grande spessore e dalla fruizione gradevolissima.  
Line up: Damiano Bondi: diamonica e tastiere. Saverio Sisti : chitarre. Giacomo Soldani: basso. Andrea Tinacci: clarinetto  e sax. Roberto Molisse: batteria


Album consigliato: Elemento Antropico (2017)

lunedì 4 dicembre 2017

Quarto Vuoto

I Quarto Vuoto sono una band di Treviso che si è formata nel 2010. Il nome del gruppo fa riferimento al Rub Al-Khali il secondo deserto di sabbia più grande del mondo, denominato anche Quarto vuoto, luogo impervio della penisola Araba, ancor oggi inesplorato totalmente e ovviamente non abitato data la notevole escursione termica (da molti gradi sottozero di notte a oltre 60 gradi verso mezzogiorno)  e la presenze di dune che superano ampiamente i 300 metri.
La proposta musicale del gruppo veneto non è però così inospitale, pur essendo -non sempre- semplicissima nella fruizione. I Quarto Vuoto hanno esordito nel Gennaio 2014 autoproducendo l'omonimo ed eccellente E.P. contenente tre composizioni originali (di cui una si intitola proprio Rub Al-Khali), per una durata totale di 30 minuti in cui ha partecipato anche Federico Lorenzon (voce / violino).
Il 16 Giugno 2017 - finalmente- il gruppo trevigiano ha realizzato il primo full lenght, in questo caso totalmente strumentale, per la dinamica etichetta Lizard Records dal titolo "Illusioni". Il disco, a cui partecipano come ospiti Mauro Spinazzè (Violino) e Giulio Dalla Mora (sax tenore),è diviso in sei tracce per quasi 50 minuti di musica. Il tappeto sonoro è un godibile crossover di momenti progressivi solenni, di sprizzate sperimentali psyco-space e di stimolanti effusioni  fusion, il tutto con garbata perizia strumentale dei giovani componenti della band. Lo stimolante Artwork è opera di Lorenzo Giol, scrittore (e non solo) di letteratura fantasy, originario di Pordenone.
Line up 2017: Edoado Ceron: basso. Luca Volonnino: chitarre.Mattia Scomparin: tastiere e Nicola D'Amico alla batteria e percussioni.
Link Utile: https://soundcloud.com/quarto-vuoto



Album consigliato: Illusioni (2017)

sabato 18 novembre 2017

Mobius Strip

Jazz-rock progressivo dalle tinte canterburiane per i Mobius Strip, nuovo ensemble di Sora (cittadina in provincia di Frosinone), che si è formato nel 2014 e che nella Primavera del 2017 ha esordito discograficamente  con l'omonimo album rilasciato per la label transalpina Musea Records.
Il nome della band è il medesimo di un sestetto più incline al Funk-Rock-Jazz proveniente da Winfield città del New Jersey e autore di un solo disco interamente strumentale nel 2014 dal titolo "It's not deep".
Il nome deriva dal matematico/astronomo tedesco August Ferdinand Mobius (1790-1868) che ha scoperto il "Nastro" (Strip) che porta il suo nome, una delle figure più sorprendenti del mondo matematico, per approfondimenti: https://www.focus.it/scienza/scienze/quali-caratteristiche-ha-il-nastro-di-moebius.
Il disco, la cui copertina- estremamente variopinta- è opera di Francesco Tersigni, consta di sei tracce, composte da Lorenzo Cellupica, per oltre tre quarti d'ora di sound strumentale ove il giovane quartetto laziale offre pagine creative di notevole spessore musicale.
Line up: Lorenzo Cellupica: piano, organo, tastiere. Nico Fabrizi: sax tenore, sax contralalto, flauto. Eros Capoccitti: basso elettrico e Davide Rufo: batteria.
Link utile: https://mbiusstrip1.bandcamp.com/releases


venerdì 17 novembre 2017

Acqua Fragile

I parmigiani Acqua Fragile, formatisi nel 1971, hanno scritto due pagine importanti della storia del prog con 33 giri di grande qualità come l'omonimo nel 1973 e Mass Media Stars nel 1974. La band, dopo tanti anni di silenzio, ha voluto riproporsi nel 2017 con "New Chant", un disco di inediti in cui l'eccezionale e dinamico vocalist Bernardo Lanzetti ha ricompattato la "vecchia guardia" sia affidando il particolare disegno di copertina realizzato a china e tempera all'artista Alberto Baroni (già autore della copertina del primo disco), sia condividendo la creazione discografica con il batterista/percussionista Piero Canavera e il bassista Franz Dondi. Al trio "storico"  si sono affiancati -di brano in brano- ospiti di grande spessore artistico. Per approfondimenti rimando al blog del caro amico Athos Enrile: 
http://athosenrile.blogspot.it/2017/10/acqua-fragile-new-chant.html.
Il nuovo lavoro, rilasciato Venerdi 13 ottobre dalla label britannica "Esoteric Antenna" affiliata alla Cherry Red statunitense, è composto da otto tracce per quaranta minuti di godibilissima fruizione sonora in cui spicca-more solito- la vocalità romantica e drammatica di Bernardo Lanzetti (classe 1948) che non è solo "intatta" ma si fa notare per una maggiore estensione rispetto al passato. 
Parti strumentali e testi (per la prima volta uno in italiano) di eccelsa levatura, per un prog sinfonico che ha senso anche nel terzo millennio. Estrapolando alcuni frammenti di un disco che non accusa cali di tensione, possiamo focalizzare l'attenzione sulla breve poesia "Rain Drops" del celeberrimo Pete Sinfield, messa in musica da Lanzetti and co., che narra 
- liricamente- di un intenso amore tra due persone, questa la sinossi del brano: " Ci siamo incontrati come gocce di pioggia sul vetro di una finestra/ Avevamo occhi solo per noi stessi/ Siamo scesi lungo il vetro e ci siamo avvinghiati /E abbiamo dimenticato le nostre sofferenze/ Una di noi, innamorata,ha trascinato l'altra innocentemente verso il letto..." .
Altra novità gustosa è la presenza di un brano in italiano "Tu per lei" ove il concetto base si staglia sul fatto che il musicista non deve usare la musica per scopi personali ma deve contribuire allo sviluppo della musica stessa. Questo assioma riprende una massima dello scozzese- monaco tibetano- Jamie Muir (percussionista/rumorista dei King Crimson della prima metà degli anni settanta) il quale parafrasando John Fitzgerald Kennedy enunciava: "Quando ti avvicini alla musica non devi pensare a quello che essa può fare per te, pensa invece a ciò che tu puoi fare per lei". Nel testo si fa riferimento anche al famoso aforisma di Frank Zappa: "Parlare di musica è come danzare d’architettura", praticamente l'accostamento tra la danza e l'architettura provoca a livello cognitivo una specie di non sense.E' lapalissiano non comprendere come si possa ballare d'architettura!!!! Il desiderio del compositore/chitarrista di Baltimora era quello di esternare che parlare di musica non ha senso,la musica la si suona o la si ascolta!. Noi facciamo l'uno e l'altro proponendovi la prima traccia del disco dal titolo "My Forte". "....Alcune persone sono nate per farcela,i loro sogni diventano realtà"


Link utile: http://bernardolanzetti.blogspot.it

domenica 12 novembre 2017

London Underground

I London Underground (omonimi di un ensemble di reggae-new wave attivo negli anni ottanta) sono un gruppo  formatosi nel  Dicembre 1998  a Firenze grazie a Gianluca Gerlini: organo Hammond, piano mellotron, Daniele Caputo: voce e batteria e Marco Piaggesi al basso. Tre dischi all'attivo di cui due, entrambi per Musea Records, nel terzo millennio "Through a glass darkly" nel 2003 con cantiche in perfetto inglese e lo strumentale "Honey Drops" nel 2010. Nei primi due dischi era presente il cantante/batterista pisano Daniele Caputo  già con i mitici  Birdmen of Alkatraz (psichedelia anni 80) e i neo progressive Standarte (tre dischi negli anni novanta).
Gli album sono caratterizzati da vigorosi afflati psyco prog di fine 60-inizio 70 con il sound magico dell'hammond e del mellotron suonati da Gerlini (anche lui ex Standarte) in evidenza per un tappeto sonoro di ottimo livello. 
Ultima line up: Gianluca Gerlini Tastiere . Alessandro Gimignani: batteria. Fabio Baini: basso.
Sito ufficiale: http://www.londonundergroundband.com/php/en/band-members.html

Album consigliato:  Through a glass darkly (2003)