Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)
“La luce sul Prog non si è mai spenta, è stata solo offuscata in attesa di nuova energia dal risveglio delle coscienze....”. (Mauro Pini)

martedì 27 settembre 2022

Immanu El

Gli Immanu El si sono formati a Stoccolma nell'estate del 2004 grazie al sedicenne cantante e  chitarrista Claes Strängberg, al quale si è aggiunto dapprima il fratello gemello Per (altra chitarra) successivamente Emil Karlsson (basso), Jonaton Hammer (tastiere, violoncello, tromba) e Michael Persson (batteria). Con questa formazione hanno pubblicato nel 2005 un E.P. intitolato "Killerwhale". Dopo aver fatto alcuni spettacoli dal vivo e tour con diversi artisti come gli islandesi Sigur Rós https://sigurros.com e i connazionali  Ef 
https://efmusicsweden.bandcamp.com/music l'ensemble svedese ha rilasciato il primo full length "They'll Come, They Come" nell'agosto 2007. 
Nella loro storia oltre a cambi di line up con elementi fissi i gemelli Strängberg, risultano altri cinque album all'attivo "Moen" (2009),"In passage" (2011), "Hibernation" (2016), "Structures" (2019) e " Distance" (2021).
Il tappeto sonoro del combo nordico è una combinazione di Indie Pop (soprattutto per via delle voci), Post-Rock con sprizzate neo progressive con melodie spesso avvolgenti.
Ultima line up: Claes Strängberg : voce, chitarra. Per Strängberg: chitarra. David Lillberg: tastiere, pianoforte e Jonatan Josefsson: batteria.
Sito ufficiale: http://www.immanu-el.com
In ascolto l'intero primo disco.

Album consigliato: They'll Come, They Come (2007)

venerdì 23 settembre 2022

I Hear Sirens

Gli I Hear Sirens si sono formati nell'autunno del 2005 a Salt Lake City, città di 200.000 abitanti, capitale dello Utah, per iniziativa del chitarrista Daved Harris e del batterista David Qualls. La coppia coadiuvata da Liz Gordon alle tastiere e Calin Stephensen al basso ha rilasciato un E.P. autoprodotto nel 2007 dal titolo omonimo.
Nel 2009 , i due musicisti fondatori con l'auxilio di Eric Olofson (tastiere) e in un brano del bassista  Matt Brown hanno pubblicato - sempre in regime di autoproduzione- il primo full length " Beyond the sea, beneath the sky reviews" il 15 dicembre 2009, disco che nel maggio 2022 ha visto la luce anche come vinile in edizione limitata.
Dopo un altro E.P.  nel 2013 "  Between Consciousness And Sleep", nel 2020 è stato pubblicato - anche in edizione limitata in vinile- "Stella Mori", otto tracce per quaranta minuti. La loro proposta post-rock/math-rock non è prettamente progressiva  se non in alcuni sprazzi, ma sono degni di menzione in questo blog per la qualità espressiva della loro musica. 
In ascolto l'intero primo lavoro

Album consigliato: Beyond the sea, beneath the sky reviews (2009)

mercoledì 21 settembre 2022

Unaka Prong

Gli Unaka Prong, il cui nome deriva dalla catena montuosa di Unaka Range situata nel confine tra Carolina del Nord e il Tennessee, sono un ensemble proveniente dalla Carolina del Nord, nati a Boone https://it.wikipedia.org/wiki/Boone_(Carolina_del_Nord) ma di base a  Durham 
La band prevedeva una line up di sei musicisti: Mike Welsh: chitarra. Daniel Stevenson: chitarra, voce. John Hargett : batteria, voce. Jonathon Sale:  basso. Chris Pope: tastiere. Nic Pressley: tromba. Con questa formazione sono stati rilasciati due dischi: "Margot" nel 2016 e "Adult contemporary" nel 2017. Dopo che il trombettista Pressley ha lasciato il combo statunitense, il quintetto  ha immesso nel mercato digitale due full length: " Salinity now" nel 2018 e "Kudzu" nel 2021.
L'ensemble statunitense ha un tappeto sonoro variegato giacchè presenta un'ampia gamma di stili musicali che vanno dal jazz al blues, dal funk al rock con sprizzate progressive. Punto forte sono le esibizioni live ove s'immergono in jam improvvisate che confermano la caratura tecnica degli strumentisti.
Sito ufficiale: http://www.unakaprong.com
In visione e ascolto Shifty, la dodicesima e ultima traccia del disco Kudzu


Album consigliato: Salinity now (2018)

giovedì 15 settembre 2022

Karenautas

I Karenautas sono una band proveniente da Buenos Aires composta da ben quattordici elementi:  Melina Moguilevsky  (voce), Delfina Zorraquin, Demian Luaces,Lucia Christe, Andrea Rosenfeld e Luis Alberto Ramirez  (violino), Lucas Argomedo, Manuela Weller, Paula Taboadela e Sebastian Parada  (violoncello) Mariana Borghi e Juan Pedro Huici (contrabbasso), Martin Rur (clarinetto) e Rodrigo Quiros (batteria). 
L'ensemble argentino ha pubblicato un solo album "Recreo", rilasciato il 20 novembre 2011.
Il disco, quattordici brani inediti per 37 minuti di musica è permeato - data anche la corposa line up di archi- dal buon sapore del rock da camera con sprizzate folkeggianti.
In ascolto/visione l'ottava traccia "Barro tal vez"


mercoledì 14 settembre 2022

Salle Gaveau

Ensemble particolare quello dei nipponici Salle Gaveau, nome di una famosa sala parigina di musica classica d'inizio novecento , che ha preso forma dal gruppo avant-prog giapponese Bondage Fruit (sei album tra il 1994 e il 2005). La band è stata fondata nel 2003 grazie a Natsuki Kido (chitarra), Naoki Kita (violino), Yoshiaki Sato (accordéon) e Keisuke Torigoe (contrabbasso). Nell'ottobre 2005 si è unito al gruppo Masaki Hayashi (pianoforte). Il quintetto ha pubblicato tre interessanti album Alloy (2007) Strange Device (2008) e La Cumparsita (2010): Il loro raffinato sound può essere descritto come tango da camera (tutti i musicisti sono grandi esperti di tango argentino con Astor Piazzolla come faro indiscusso) in combinazione con musica classica, jazz, RIO e rock progressivo.
In ascolto il loro primo disco.

Album consigliato: Alloy (2007)

martedì 13 settembre 2022

Saelig Oya

I Saelig Oya sono originari di Le Mans, città francese famosissima per l'evento automobilistico - quasi centenario- delle 24 ore. L'ensemble transalpino, pur attivo dal 2011, ha pubblicato un solo disco nel 2015 dal titolo [Chaos - Caos]  il quale contiene tre brani in francese e tre in inglese per 37 minuti di musica con tematiche che riguardano lo spazio, il tempo e la violenza da cui scaturisce ogni cosa. Il tappeto sonoro è un elegante post rock con afflati progressivi, un vero peccato che la loro carriera si sia fermata all'unica produzione d'esordio.  
Line up: Hélène Péan: voce. Nicolas Fournier e Dimitri Even: chitarre. Florent Sicard basso. Elie Chéron batteria. Ospite Samuel Foucault al contrabbasso.
In ascolto l'intero album