Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)

martedì 27 dicembre 2016

Top Five Italiana 2016

Come di consueto, eccovi le mia personalissima top five progressiva italiana estratta dai dischi che ho potuto ascoltare in questo 2016 che sta declinando.

Eveline’s dust: The painkeeper
La gioventù proghettara riesce a sfornare album di notevole livello, uno degli esempi più eclatanti è il secondo disco dei pisani Eveline’s Dust (ED), vincitore del prestigioso premio per la migliore band emergente al Fim Rock Contest 2016.
Il titolo del lavoro è “The Painkeeper” (Lizard Records), un concept album di 44 minuti diviso in 9 tracce, ispirato al componimento poetico “ Il custode di dolori” dell’intellettuale pisano Federico Vittori.
Il disco, che narra la perenne lotta contro un oscuro personaggio che ha l’obiettivo di sottrarre le aspirazioni agli uomini , è particolarmente suggestivo, con la calda voce di Pedreschi a impreziosire la trama narrativa tra svariate sfacettature progressive con richiami vintage e virtuosismi mai fini a se stessi.
La Line up ufficiale dell’ensamble toscano:Nicola Pedreschi (tastiere e voce), Lorenzo Gherarducci (chitarre), Marco Carloni (basso) e Angelo Carmignani (batteria) è stato coadiuvato dalla voce femminile di Carolina Paolicchi e dal virtuoso saxofonista Federico Avella.
Da notare il particolare artwork del fumettista Francesco Guarnaccia e il mastering dell'album ad opera dell’empolese Andrea “Pelle” Pellegrini, tecnico del suono/fonico , tra gli altri, di Crimson Project, Adrian Belew, Gavin Harrison, Nek, Elio e le storie tese.

Paradiso degli Orchi: Il corponauta
Il Corponauta (AMS Records) è il secondo full lenght dei bresciani Paradiso degli Orchi (nome tratto dal primo romanzo di Daniel Pennac del ciclo di Malaussène), undici tracce per quasi ottanta musica di grande portata progressiva.
Il lavoro è ispirato all’omonimo romanzo di Flavio Emer, scomparso nell’Agosto 2015 a 46 anni, un autore affetto da distrofia muscolare congenita ma capace, attraverso un computer, di poter esternare i propri pensieri.
Il disco, dalla genesi prolungata con la supervisione/produzione dal deus ex machina del prog nostrano il genovese Fabio Zuffanti, tocca vertici assoluti nella ricchezza degli arrangiamenti estremamente raffinati in ogni brano del disco.
Momenti vigorosi di mero rock-progressive intercalati da aspetti psichedelici con toccate etniche, atmosfere cantautorali e un sublime flauto che si erge a suscitare meraviglia.
Un corponauta nell’iperspazio delle sensazioni artistiche gradevoli.
Line Up: Michele Sambrici: chitarre e synth. Marco Degiacomi: batteria e voce. Andrea Corti: basso. Stefano Corti: percussioni. Sven Jorgensen: voce e Andrea Calzoni al flauto.

Hostsonaten:“Symphony n.1 : Cupid & Psyche”  
Symphony n.1 : Cupid & Psyche” (AMS Records) degli Hostsonaten è una creatura sinfonica partorita dalla mente dei “geni” liguri il musicista/compositore Fabio Zuffanti e Luca Scherani, autore degli arrangiamenti e delle orchestrazioni.
Il duo, coadiuvato da una schiera di ottimi musicisti, si cimenta in una ricca suite per gruppo e orchestra, un concept album-totalmente strumentale- che si ispira alla storia di Amore-Cupido e Psiche di Apuleio, scrittore della Numidia del secondo secolo dopo Cristo.
Dieci tracce -senza pause- per tre quarti d’ora di vibrante godimento e rilassamento psicofisico.
Le vicende della storia, che si possono trovare all’interno della confezione (cd o lp), sono vergate dal filosofo/scrittore/sceneggiatore alessandrino Pee Gee Daniel che si basa sulla narrazione di Apuleio, la traduzione in inglese è della flautista Joanne Roan.
La genesi musicale del magnifico disco è sintetizzabile in una intesa perfetta tra band “tradizionale” ed orchestrali, con spunti melodici d’intensa seduzione, per un lavoro che non presenta momenti di flessione.
Line up: Fabio Zuffanti e Daniele Sollo (Basso), Luca Scherani (tastiere), Laura Marsano (chitarre). Paolo “Paolo” Tixi alla batteria/percussioni.
Ospti orchestrali: Sylvia Trabucco (primo violino), Alessandra Dalla Barba (secondo violino),Ilaria Bruzzone (viola). Chiara Alberti (violoncello), Marco Callegari (tromba), Alberto Repetto (corno),Federico Curotto (trombone), Maurizio Zofrea (sax tenore),Sofia Bartolini (fagotto), Luca Tarantino (oboe) e Joanne Roan (flauto).

Ingranaggi della Valle: Warm Spaced Blue
I giovani romani Ingranaggi della Valle allargando la line up a sette musicisti hanno ulteriormente migliorato la qualità della loro già considerevole produzione discografica.
Il loro secondo disco Warm Spaced Blue uscito il 28 settembre per la Black Widow Records di Genova è di notevole spessore strumentale con la voce della new entry Davide Savarese ben amalgamata alla struttura sonora del gruppo, sempre orientata su suoni “tenebrosi” rock-progressivi dalla tastiera poderosa (mellotron in primis) con inclinazioni jazz canterburiane.
Sei tracce per tre quarti d’ora abbondanti di sopraffina musica con due strumentali e una suite di tre canzoni dedicate ai miti di Cthulhu dello scrittore statunitense orrorifico-fantasy H.P.Lovercraft.
Da sottolineare che, nella traccia iniziale “Call for Cthulhu: Orizon” ,al basso troviamo il mitico Fabio Pignatelli dei Goblin a creare atmosfere cupe e suggestive.
Line up: Davide Savarese (voce). Mattia Liberati (tastiere) Flavio Gonnellini (chitarre). Alessandro Di Sciullo (chitarre e tastiere) Marco Gennarini (violino). Antonio Coronato (basso) e Shanti Colucci (batteria e percussioni).

Winstons: The Winstons
Il trio lombardo degli Winstons, un super gruppo  composto da polistrumentisti di comprovata esperienza e talento - qua chiamati Linnon, Rob e Enro Winston-, hanno già lasciato un segno importante con il loro omonimo disco d’esordio per AMS Records.
Nelle dieci tracce dell’album per quasi 50 minuti di musica, eclettismo sonoro, raffinatezze strumentali ed eccellenti impasti vocali si intrecciano in incursioni su vari mondi: dalla Psichedelia Floydiana al Prog/Jazz, dallo Space Rock al Canterbury Sound con suadenti riferimenti al Brit/Pop fine anni sessanta.
Una miriade di benefiche sensazioni intercorrono tra musicisti e chi fruisce di questa prelibatezza discografica.
Interessante la copertina surreale dell'artista giapponese Gun Kawamura (cantante e chitarrista del gruppo glam-rock dei Blind Birds) che ha anche scritto due testi per un album che meriterebbe di avere risonanza internazionale, data la sua particolare architettura dell’arte dei suoni.
Line up: Roberto Dell’Era (Afterhours): basso, chitarra e voce. Enrico Gabrielli (ex Afterhours ora Calibro 35 e Mariposa): tasiere, sax, flauto e voce. Lino Gitto (Ufo): batteria, tastiere, voce.

Una nota di merito a ”Nebulosa”  disco d’esordio di una band di grande valore- diversamente giovane- quella dei savonesi Nathan che hanno sfiorato la top five ma hanno un posto particolare nel cuore del vostro blogger.

Per quanto riguarda il mio disco dell’anno non Prog (seppur vi siano reminiscenze e rimandi), la mia scelta è caduta su un concept album quasi interamente strumentale uscito a Novembre, si tratta di Drama (INRI/Tannen Records) il secondo full lenghts degli Ornaments che prende spunto da "Prometeo Incatenato",una delle tragedie attribuite ad Eschilo. In otto tracce, tra rock metal/psichedelico e afflati dark più fruibili l’ensamble lombardo/emiliano realizza un piccolo gioellino, tutto da apprezzare.

Line Up: Riccardo Bringhenti: batteria. Enrico Baraldi: basso. Alessandro Zanotti e Davide Gherardi alle chitarre e  Ospiti: Lili Refrain all’occasionale voce esoterica e Daniele Rossi al violoncello.

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