Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)
“La luce sul Prog non si è mai spenta, è stata solo offuscata in attesa di nuova energia dal risveglio delle coscienze....”. (Mauro Pini)

venerdì 29 settembre 2023

Tantalus

Tantalus il cui nome deriva dal personaggio della mitologia greca, figlio dell'onnipotente Zeus e della ninfa Pluto, è stato un progetto progressivo formatosi nel 1993 grazie al polistrumentista Max Hunt e al cantante/chitarrista Rupert Wilder nel sud dell'Inghilterra, producendo il loro primo album "Smoking Angels" come duo nello stesso anno.
Sempre nel millennio scorso la discografia dei Tantalus prevede altri due album (Short Stories nel 1996 e Jubal nel 2000), mentre nel millennio di nostra competenza, dopo che Wilder aveva abbandonato il progetto, Hunt coadiuvato da altri valenti musicisti ha pubblicato Lumen Et Caligo 1 nel 2002  e Lumen Et Caligo 2 nel 2004 terminando l'avventura come gruppo di 5 elementi nel 2006 ( Max Hunt: tastiere, voce, programmazione, Jason Tilbrook: basso, mandolino. Bob Leek: voce, chitarre. Nick Beere: chitarre, voce, percussioni. Tony Wells: batteria).
La proposta sonora è orientata verso un neo progressive melodico con afflati psyco-folkeggianti di eccellente livello compositivo/esecutivo.
Un"assaggio" del loro ultimo album del 2004

Album consigliato: Lumen Et Caligo 2 (2004)



giovedì 28 settembre 2023

The Foundation

The Foundation, da non confondersi con la band prog svedese autrice di un unico album nel 1984 dal titolo "Departure", è un progetto avviato dal tastierista e dj radiofonico olandese Ron Lammers https://www.facebook.com/ron.lammers.77/ nel 2020 dopo che nella metà degli anni '90 una  sua prima incarnazione, inizialmente un trio, non si è potuta concretizzare. 
Il chitarrista Jens Van Der Valk fu il primo a unirsi a Lammers  a seguire il bassista/tastierista Gijs Koopman (Knight Area, Clffhanger), l'altro chitarrista Rinie Huigen, il cantante e paroliere Mark Smit (Knight Area) e il batterista Jan Grijpstra hanno completato, infine, la formazione. 
Il 30 giugno 2023 per la label Xymphonia Records http://www.xymphonia.com è stato pubblicato l'album d'esordio "Mask" nove tracce per quasi cinquanta minuti di musica di eccellente prog sinfonico. Il disco è un concept album basato su una storia autobiografica che di fatto propone una rappresentazione cronologica della vita umana partendo dal concetto che nasciamo per amare mentre impariamo a odiare.
Oltre al sestetto già nominato nell'album hanno suonato Aad Bannink alle chitarre, Sjoerd Bearda al violino, Judith van der Valk al flauto e Jan Munnik alle tastiere.
In ascolto il sesto brano, title track dell'album.


venerdì 22 settembre 2023

Crown Lands

I Crown Lands sono un duo, composto dal chitarrista/bassista/tastierista Kevin Comeau e dal cantante/batterista Cody Bowles, che si è formato nel 2015 ad Oshawa, città canadese di quasi 150.000 abitanti situata sulla costa del lago Ontario.  
Sostenitori delle comunità LGBTQ+ e indigene, la coppia, orientata al suono hard progressivo, compone musica con testi socialmente impegnati.  
Il loro primo E.P., "Mantra", è stato pubblicato digitalmente il 18 agosto 2016, a seguire L'8 settembre 2017  il  secondo E.P. "Rise Over Run" con il singolo "Mountain" che tratta del colonialismo e della storia delle scuole residenziali in Canada. L'11 giugno 2020 hanno pubblicato l'E.P. acustico " Wayward Flyers Vol. 1" su Universal https://www.universalmusic.com con una cover di "Birds" di Neil Young. 
Sempre per Universal Il 13 agosto 2020 è stato pubblicato il loro album omonimo di debutto, prodotto a Nashville da Dave Cobb https://it.wikipedia.org/wiki/Dave_Cobb. Il disco è stato preceduto dal singolo "End of the Road", una canzone di protesta sulla questione delle donne indigene scomparse e uccise, il cui video è interpretato da Tanya Tagaq Gillis
 https://it.wikipedia.org/wiki/Tanya_Tagaq_Gillis.Nel 2021 digitalmente è stato immesso in circolazione il live "Odyssey vol.1", nello stesso anno, la coppia canadese sempre molto prolifica fa uscire dei singoli e l'EP di quattro tracce "White Buffalo", pubblicato il 16 settembre 2021 su Spinefarm Records https://www.spinefarmrecords.com
Nei mesi di ottobre e novembre 2022, la band ha aperto per i Greta Van Fleet nel loro tour negli Stati Uniti. Il 24 febbraio 2023 hanno pubblicato il singolo "Lady of the Lake". Questa canzone e il successivo singolo "Starlifter: Fearless Pt. II" sono stati inclusi nel secondo album della band, "Fearless", pubblicato il 31 marzo 2023 e  registrato negli studi Universal di Toronto con la produzione di David Bottrill https://en.wikipedia.org/wiki/David_Bottrill.
In ascolto e visione Lady of lake ottava traccia del secondo album

Album consigliato: Fearless (2023)

giovedì 21 settembre 2023

Lumsk

I Lumsk si sono formati nel 2000 a Trondheim, città norvegese di oltre duecentomila abitanti, capoluogo amministrativo della contea di Trøndelag. Dopo aver autoprodotto un demo , il gruppo ha rilasciato un E.P.  "Åsmund Frægdegjevar" nel 2001 per la label finlandese Spinefarm Records https://www.spinefarmrecords.com. L'anno successivo, la band  "passa"  all'  etichetta di Oslo Tabu Recordings https://houseoftabu.com/pages/tabu-recordings per il suo album di debutto, che ha lo stesso titolo dell'E.P. Il disco è un concept che, in quasi un ora di musica divisa in tredici tracce, si caratterizza per la narrazione della saga di Åsmund che salpa dall'Irlanda per salvare la figlia di un re da un gruppo di troll. Nel 2005, dopo alcuni cambi di line up esce "Troll" disco più influenzato da sonorità metal rispetto al folk progressivo del precedente. Sempre del 2005 è il singolo Nidvisa. 
Il 26 febbraio 2007 viene pubblicato, sempre per Tabu Recordings, il terzo full length  "Det Vilde Kor" in cui il nucleo centrale dell'ensemble composto da Espen Warankov Godø alle tastiere, il chitarrista Eystein Garberg e il bassista Espen Hammer viene coadiuvato da numerosi altri musicisti per un disco accattivante per arrangiamenti e tematiche essendo una raccolta di liriche scritte dal famoso poeta norvegese, premio nobel per la letteratura del 1920, Knut Hamsun https://it.wikipedia.org/wiki/Knut_Hamsun.
Dopo sedici anni di silenzio, il 10 marzo 2023 i Lumsk hanno pubblicato un doppio singolo che ha anticipato il quarto album "Fremmede toner" uscito il  5 maggio grazie all'etichetta norvegese  Dark Essence Records https://darkessencerecords.no, un lavoro che nelle sue dodici tracce per quasi 60 minuti di musica unisce le stigmate consuete della band nordica ossia il folk con il metal su base progressiva. L'artwork a cura di Per Spjøtvold
Line Up (2023): Mari Klingen: voce.  Siv Lena Laugtug Sæther: violino. Eystein Garberg e Roar Grindheim: chitarre. Espen Warankov Godø: tastiere. Espen Hammer: basso. Vidar Berg: batteria.
In ascolto l'intero ultimo album

Album consigliato: Det Vilde Kor (2007)

 




mercoledì 20 settembre 2023

Oiapok

Gli Oiapok si sono formati a Strasburgo, città di trecentomila abitanti del Nord-Est della Francia, nel 2020. 
La  band  nasce grazie al compositore/bassista Pierre Wawrzyniak (fondatore/leader dei Camembert http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.com/2023/09/camembert.html ), l'arpista Guillaume Gravelin (Camembert, Paolo Ske Botta) e la vocalist Melanie Gerber (Camembert). 
Dopo più di un anno di esibizioni dal vivo, il combo transalpino, affinando l'intesa e il sound, ha pubblicato l' album di debutto, OisoLun, il 9 febbraio 2023. Sei tracce per quasi quaranta minuti di musica che viene da loro descritta come se " Herbie Hancock, Hermeto Pascoal e Björk partano per un viaggio ai confini del cosmo su un pianeta tropicale con una vegetazione lussureggiante che vibra ai ritmi della drum'n'bass...".
Questo album è una vera e propria epopea musicale tra la Terra e le stelle, i cui temi principali sono l'ecologia, la fantascienza e le storie umane. Il singolo "So Empty It Looks Real" segue le impronte di Raymond Maufrais nella giungla amazzonica, "Frogs might disappear" evoca la possibile scomparsa degli anfibi sulla Terra, "Les Grands Equipages de Lumière" racconta l'esodo di un gruppo di umani verso le profondità della galassia alla ricerca di un nuovo pianeta natale..."
Tappeto sonoro che esplora molte lande fusion/jazz progressive per un prodotto di indubbio fascino dai variegati ritmi etnici.
Line up: Etienne Agard: trombone. Fréderic Durrmann: trombone, fischietto. Mélanie Gerber: voce. Guillaume Gravelin: arpa. Clarissa Imperatore: xilofono, vibrafono, flauti, percussioni. Matthieu Lenormand: batteria. Valentin Sylvain Metz: chitarre. Pierre Wawrzyniak: basso. Paolo Ske Botta: tastiere.
In ascolto la quinta traccia Frogs Might Disappear 


Camembert

I Camembert,  oltre ad essere un formaggio della Normandia -emblema gastronomico di Francia - a base di latte "crudo" di mucca   nonchè parte del titolo di un famoso album dei Gong https://www.ondarock.it/recensioni/2015_gong_camembertelectrique.htm, sono una band transalpina che nel 2005 ha preso forma nella città sede ufficiale del Parlamento Europeo ossia Strasburgo. 
Dopo un E.P. nel 2009 "Clacosmique" caratterizzato da due composizioni strumentali di oltre 10 minuti: ''Untung Untungan'' e ''Le vautour de Mars', il poliedrico ensemble ha pubblicato il suo primo album "Schnörgl Attahk" nel settembre 2011. Questo primo full length è un concept che narra la storia "delirante" di un'invasione aliena (gli sporchi e stupidi Schnörgl comandati dall'abominevole dottor Frankenschnörgl) sulla Terra. In seguito, una gigantesca astronave fatta di formaggio entra nell'orbita terrestre e rapisce persone e animali sulla Terra per trasformarli in super soldati per fare resistenza contro l'oppressione degli Schnörgl. La line up del disco prevedeva  Vincent Sexauer: chitarra elettrica. Bertrand Eber: tromba, didgeridoo, campanaccio, voce, whistle.Guillaume Gravelin: arpa. Fabrice Toussaint: trombone tenore, xybraphone, congas, tam-tam, triangolo, percussioni. Pierre Wawrzyniak: basso, chitarra acustica, voce. Philémon Walter: batteria. Da segnalare la presenza di Julien Travelletti al trombone basso e alla tuba e del mitico chitarrista Francesco Zago (Yugen) in un brano e un libretto in stile zappiano realizzato da Paolo Ske Botta.
Sempre per la label milanese AltrOck https://altrockproductions.bandcamp.com nel 2017 è stato pubblicato "Negative Toe" sostituendo  Vincent Sexauer alla chitarra con Valentin Metz , Philémon Walter alla batteria con Jacopo Costa più numerosi ospiti e l'artwork a cura di Louis Vanardois.
La loro impronta sonora è eterogenea dalla jazz fusion a parti più rock-progressive, da space sound a Zeuhl, il tutto con arrangiamenti creativi ed esecuzione tecnica sopraffina.
Dal primo disco in ascolto la settima traccia Le Meurtrier Volant

Album consigliato: Schnörgl Attahk (2011)


lunedì 18 settembre 2023

Dominic Sanderson

Dominic Sanderson è un giovane musicista di Wakefield, città storica di circa 80000 abitanti della contea inglese West Yorkshire https://it.wikipedia.org/wiki/Wakefield.
Il 25 febbraio 2023 Sanderson, dopo alcuni singoli, ha pubblicato un full length intitolato "Impermanence", un concept album di sette tracce per oltre tre quarti d'ora in cui l'artista britannico, attorniandosi di numerosi ospiti, ha mostrato sonorità in cui momenti acustici introspettivi si fondono con riff progr-aggressivi e melodie intense per un ottimo risultato, seppur siano chiare le influenze progressive del passato.
Line up: Dominic Sanderson: chitarre elettriche e acustiche, voce, Mellotron. Ospiti: Tristan Apperley: basso, organo Hammond, Mellotron, sintetizzatori, tastiere, violino, viola. Jacob Hackett: batteria, congas, percussioni, voce secondaria. Aaron Butterworth: violoncello, Mellotron. Tyler Swindley: pianoforte. Joshua Joyner: sintetizzatori: Dan Ratcliffe: violino. Abi Clark: flauto. Beatrice Overend: sassofono baritono
In ascolto la quinta traccia, la strumentale An empty room



sabato 9 settembre 2023

Massimo Pieretti: A new beginning

 Il 1 settembre 2022 è stato pubblicato il primo album solista di Massimo Pieretti dal titolo "A new beginning" https://massimopieretti.bandcamp.com/album/a-new-beginning, con grande gentilezza e premura il musicista romano ha accettato di rispondere ad alcune domande.


Massimo, prima di addentrarci nell’universo del tuo splendido disco d’esordio autoprodotto raccontaci in breve come ti sei accostato alla musica ….

La mia passione per la musica parte dall’ascolto e dal collezionismo ed è nata grazie a mio fratello più grande che da piccolo mi ha fatto scoprire i capolavori del rock progressivo. In un secondo momento e in età abbastanza avanzata ho iniziato a prendere le prime lezioni di pianoforte e a scoprire così la direzione che la mia vita doveva prendere, quella del musicista professionista. Ho così messo in atto tutta una serie di iniziative che mi permettessero di realizzare il mio sogno partendo dallo specializzarmi nei corsi di alta formazione del conservatorio a una importante attività dal vivo con diverse collaborazioni nel corso degli anni.

Il tuo primo ricordo legato alla musica, il tuo primo disco comprato, i tuoi idoli giovanili….

Sono sempre stato interessato alla musica, da piccolo ascoltavo Madonna e un po' tutto il pop internazionale poi un giorno mio fratello mi diede un nastro con un disco dei Genesis su un lato (Nursery cryme) e uno degli Yes sull’altro (Drama). Da lì è cambiato tutto, mi si è spalancato davanti un mondo nuovo.

Hai un background musicale di primissimo ordine essendo diplomato al conservatorio di Pescara in pianoforte e tastiere elettroniche e in quello romano di Santa Cecilia dove ti sei diplomato in didattica musicale con la lode, quanto sei fiero di ciò e cosa rappresenta per te la musica?

Rappresenta molto perché ha richiesto molto impegno e sacrificio. Sono studi che mi hanno cambiato come musicista e come persona, un punto di partenza anche nell’avere un approccio sempre basato sul merito e la competenza.



Tu hai esperienze a livello di band, ma com’è realizzare un disco solista con innumerevoli ospiti anche di fama internazionale e ci puoi narrare sinteticamente la genesi del progetto?

Le esperienze avute nel corso degli anni con le band mi sono servite molto per concepire questo mio progetto, cosa fare e soprattutto cosa non fare ed è inoltre dal bacino delle mie conoscenze che ho attinto inizialmente per partire e mettere in piedi il tutto. Sono due mondi diversi perché mettersi in gioco come solista è molto difficile, ma che in un certo senso fungono da anello di collegamento tra loro.

Hai dichiarato che A new beginning è un concept album per gran parte autobiografico, puoi specificare meglio questo concetto facendoci un po’ da guida tra le tracce?

Inizialmente avevo pensato ad un album interamente strumentale ma su consiglio del mio collaboratore Gianluca Del Torto ho iniziato a scrivere dei testi e per agevolarmi il lavoro ho pensato di partire dal mio vissuto personale e svilupparlo, in parte dalla mia passione per il mondo del cinema. A questo si è aggiunta una certa predilezione per i temi ambientali e del rispetto tra noi esseri umani.

Oltre a comporre le musiche hai scritto anche le liriche, che differenza c’è tra “raccontare una storia” attraverso un brano meramente strumentale e uno che ha anche il testo?

Bella domanda! A new beginning oltre ad essere il mio primo album rappresenta per me una “prima volta” sia come compositore che come autore di testi quindi non ho molta esperienza in questo senso. E’ stato un po' come prendere e percorrere contemporaneamente due binari paralleli che a un certo punto si vanno a ricongiungere. Devo dire che avendo appunto le musiche già pronte la stesura dei testi è stata piuttosto fluida anche grazie all’importante aiuto di Gianluca che mi ha seguito molto da vicino.



Arrangiamenti di grande spessore artistico, melodie che ti entrano immediatamente in testa, imponenti afflati progressivi, quanto sei soddisfatto del prodotto finale?

Tantissimo. E’ un album di debutto sicuramente con qualche peccato di inesperienza dovuto alla fretta di voler gridare al mondo le mie idee musicali e non solo, ma se mi avessero detto a priori che sarebbe venuto così non ci avrei creduto neanche lontanamente. E’ un album che parte dal basso, da molte idee e pochi quattrini e questo mi rende molto orgoglioso.

Meglio acustico o elettrico?

Una cosa non esclude l’altra. Quasi tutti i miei brani nascono volutamente al pianoforte per poi svilupparsi con l’aggiunta di molti strumenti. Sono quindi funzionali in entrambe le versioni a mio parere. La mia musica si basa sui contrasti ragion per cui non è da escludere un giorno una doppia veste per tutti i miei brani.

Oltre al contenuto musicale anche le copertine hanno un valore aggiunto, quella relativa a A new beginning realizzata da Maria Serra è estremamente evocativa, ci puoi raccontare qualcosa su di essa?

Grazie della domanda perché ci tengo molto a questo aspetto. Siamo arrivati a questa copertina dopo un lungo lavoro (più di 30 provini). Inizialmente l’idea era quella di realizzare l’immagine del sogno di Oh father che è l’incipit di tutto il disco, avevo anche una bozza iniziale per un dipinto. Maria è un artista straordinaria che lavora sulla fotografia e dopo molti tentativi è riuscita a conquistarmi con la sua fantastica opera. Maria sarà con me anche per il prossimo album al quale sto lavorando The next dream e spero di creare con lei una collaborazione duratura, adoro il suo lavoro.



A livello di live cosa ci possiamo aspettare?

Tra mille difficoltà sto mettendo in piedi una band abbastanza ampia (6 elementi) per eseguire dal vivo i brani di A new beginning e i nuovi brani che faranno parte di The next dream. La band oltre a me è composta da: Germana Noage alla voce, Francesca Pelliccia tastiere e voce, Anna Bagorda al basso e voce, Roberto Falcinelli alle chitarre e Leonardo D’Angelo alla batteria. Spero di riuscire anche in questa impresa il prima possibile.

Se avessi potuto chi avresti chiamato a suonare con te nel disco?

Peter Gabriel.



Le musiche da film sono tra le tue passioni artistiche, quali colonne sonore ti sarebbe piaciuto comporre?

Si sono un punto fermo per me. C’era una volta in America, amo Morricone e le musiche dei film di spionaggio degli anni ’70.

Se questo è un “nuovo inizio” si può ipotizzare che ci saranno nuovi lavori solistici in futuro, quali sono i tuoi progetti nell’avvenire?

Si, A new beginning è il primo atto di una trilogia e già sto lavorando a The next dream un concept album sul mondo dei sogni, delle creature che ci accompagnano nel corso della notte con dei collegamenti più e meno realistici con la società attuale. A breve uscirà anche From darkness to life il primo album della mia band Gothic metal, i Noage.

Ringraziamo Massimo Pieretti https://www.facebook.com/max.pierets/ e ascoltiamo la dodicesima traccia I hope you will always be here with me, alla voce Kate Nord https://www.katenordmusic.com


Per reperire il vinile e il cd dell'album

mercoledì 6 settembre 2023

Ollocs

Gli Ollocs sono originari di New York e si sono formati grazie a Andrew Bieler (batteria, pianoforte), Russell Frohberg (basso) e Zach Vandeberg (chitarra). Il trio ha iniziato come band liceale incline al jazz realizzando  il loro primo EP nel 2011. Successivamente Joshua Travis (chitarra) si è unito al gruppo e nel 2013 hanno pubblicato Il loro primo album, meramente strumentale, "Life Thread". 
Nel 2014 vede la luce discografica l'E.P. "Cosmic shift" che è la trasposizione acustica di alcuni brani del disco d'esordio Successivamente , anche per l'entrata in scena di un quinto elemento la tastierista/vocalist Alyssa Puletz, il combo statunitense ha pubblicato il secondo album "Soul Theory" il 18 novembre 2016 ove anche Bieler e Frohberg si cimentano al canto.
In questo disco molto più elaborato del precedente, intervengono come ospiti: Cody Hosza: sassofono. Dylan Barone e Jesse McGunnigle: voce. Costas Kortez: didgeridoo. Cory Guzzi:  violino. Kailyn Tropeano: violoncello e Syed Hassan: tuba
Il loro tappeto sonoro si orienta verso un possente heavy progressive con influenze hard rock e afflati jazzistici di buon spessore compositivo.
In ascolto/visione la versione live di Macrocosm, seconda traccia del secondo disco.


Album consigliato: Soul Theory (2016)

Ok Goodnight

Gli Ok Goodnight sono una band che si è formata nell'autunno del 2018 grazie ad alcuni giovani studenti del Berklee College of Music di Boston  https://www.berklee.edu: la cantante Casey Lee Williams, il bassista Ron Bernhaut, il batterista Augusto Bussio, il chitarrista Martin Gonzalez e il tastierista Martín de Lima.
Il primo singolo, ''Rapture''ha visto la luce il 30 marzo 2019, a seguire il 1 luglio il secondo singolo, ''Think Again''. Il 31 ottobre 2019 viene rilasciato il primo full length  ''Limbo''. L'EP "Under the Veil" è stato pubblicato il 13 novembre 2020 dopo che il bassista Bernhaut aveva abbandonato la band. Il 2 giugno 2023 l'ensemble statunitense si cimenta con il secondo album "The fox and the bird" tredici tracce per oltre 50 minuti che non si limita al prog metal canonico ma esplora territori con sfumature strumentali più originali (stile Mars Volta) con arrangiamenti non banali e la chicca della voce femminile quella di Casey Lee Williams
 https://caseyleewilliams.com, giovane (classe 1998) ma di ottimo livello interpretativo, i testi sono opera sua.
Line up: Casey Lee Williams: voce solista: Martin Gonzalez: chitarra. Martín de Lima: tastiere, chitarra, voce. Augusto Bussio: batteria, voce. Peter de Reyna: basso. Elizabeth Hull: voce.
In ascolto la nona traccia The bear del secondo disco


Album consigliato: The fox and the bird (2023)