Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)
“La luce sul Prog non si è mai spenta, è stata solo offuscata in attesa di nuova energia dal risveglio delle coscienze....”. (Mauro Pini)

venerdì 10 maggio 2024

Veludo

I brasiliani Veludo, in italiano velluto, nascono come Veludo Eletrico nel 1974 e si sciolgono  nel 1978 dopo numerosi live immortalati successivamente nel 1994 con il disco "Ao Vivo" pubblicato grazie  al bassista Nelson Laranjeiras, uno dei membri fondatori del gruppo oltre a Elias Mizrahi ( tastiere), Paul de Castro (chitarra) e Gustavo Schroeter (batteria).
Successivamente, si sono riuniti  all'inizio del nuovo secolo e hanno pubblicato un nuovo album , intitolato "A Re-Volta", nel 2002. Dopo una ulteriore lunga pausa l'ensemble brasiliano con vistosi cambi di line up ha pubblicato in modo indipendente due full length: "  Penetrando Por Todo Caminho Sem Fraquejar " nel 2016 e "Nascimento e morte" nel 2023.
Il sound dei Veludo è una mistura di prog sinfonico con venature heavy e space.
In ascolto l'album Nascimento e morte


Album consigliato: A Re-Volta (2002)

Raptor Konrad

I Raptor Konrad, provenienti da Hlučín https://it.wikipedia.org/wiki/Hlučín , vicino a Ostrava  https://www.viaggiculturalieuropa.it/blog/cosa-vedere-a-ostrava/, terza città per grandezza della Repubblica Ceca, si sono formati  nel 2004  grazie a Marek Burdzik (chitarra, voce), Andrej Kubelka (basso),  Libor Weiss (batteria) e Vítezslav 'Vitus' Jirík (tastiere,voce), tutti musicisti già impegnati in altri progetti.
Il nome della band è stato ideato da una distorsione del nome del primo sindaco di Hlučín del 1303 ossia Konrad Sriptor.
Nel 2009 il chitarrista-bassista Karel Kühpast ha completato la line up che ha così iniziato a registrare le canzoni per l'album di debutto "Rock Suite: The Mass For The Angel", pubblicato in autoproduzione nel 2010. 
Nel 2019 il quintetto ceco ha pubblicato, sempre in autonomia, il secondo full length 
" Sonatinas and sonnets".
Il tappeto sonoro è uno space progressivo di buon livello a tinte psichedeliche.
In ascolto l'intero primo disco

Album consigliato: Rock Suite: The Mass For The Angel (2010)

venerdì 3 maggio 2024

Jastreb

I Jastreb, il cui nome deriva da una tuta spaziale utilizzata per le prime missioni del programma Sojuz e concepita anche per un eventuale sbarco sulla Luna, sono una band di Zagabria di heavy rock psichedelico con affinità al krautrock, sono stati creati da Jeremy White e Niko Potočnjakdai (membri dei Seven That Spells) nel 2012. Il bassista White funge da batterista del progetto, mentre Potočnjak "mantiene" il suo ruolo di chitarrista.
La coppia croata  ha pubblicato tre album tramite l'etichetta Hau Ruck!   https://hauruck.org: "Jastreb" nel 2012, "Mother Europe" nel 2013, " Orient and occident" nel 2016. 
Mentre il loro debutto autointitolato era strettamente legato all'interazione strumentale dei due fondatori, le altre pubblicazioni prevedono la presenza di una pletora di musicisti tra cui Albin Julius (dei Der Blutharsch e degli Infinite Church of the Leading Hand) alle tastiere, nel terzo addirittura Jeremy White è sostituito dal batterista Blake Fleming (fondatore dei Laddio Bolocko e dei Mars Volta).
Dal loro sito bandcamp https://jastreb.bandcamp.com/album/orient-and-occident: "Originari del XIII secolo, questi mistici trovatori non riuscirono a distruggere la Terra in un evento apocalittico andato terribilmente storto. Dopo questo fallimento, fare musica sembrava l'unico modo per ottenere la redenzione cosmica e le donne. Aprendo una frattura temporale e viaggiando nel futuro, sono sfuggiti all'inquisizione cattolica e ora si stanno preparando per un secondo tentativo del suddetto evento apocalittico". 
In ascolto l'intero terzo disco


Album consigliato: Orient and occident (2016)


martedì 30 aprile 2024

Let Airplanes Circle Overhead

Il trio britannico dei Let Airplanes Circle Overhead è stato formato nel 2003 da tre giovanissimi musicisti: Luke Roberts (chitarra), David Langfield (batteria) e James Johnson (basso, chitarra).
Il trio ha pubblicato il loro omonimo album di debutto all'inizio del 2006 con l'etichetta indipendente Motivesounds per poi sciogliersi poco dopo.
Il disco interamente strumentale, sette tracce per 42 minuti, declina il verbo post rock in modo soddisfacente per un prodotto di qualità progressiva. 
In ascolto la seconda traccia That was no accident

U-Ni

U-Ni è il nome del progetto one man band di Tatsuhiro Honmura alias Hontatu, un polistrumentista giapponese.
Nel 2007 U-Ni ha pubblicato il primo album "Samadhi" (Vital Records), con quattro tracce, una delle quali Nirvana supera i 20 minuti di durata, che hanno radici profonde nella psichedelia e nello space progressivo con transizioni verso il krautrock grazie a ritmi ipnotici e minimalisti e a uno stile chitarristico stratificato e ripetitivo.  
L'anno successivo esce "No one listening to the sound", opera questa volta composta da tre brani.
Link utile: https://www.discogs.com/it/release/12278033-U-Ni-Samadhi
Qua in versione live nel 2008

Album consigliato: Samadhi (2007)

U Sco

Gli U Sco, il cui nome deriva dall'astronomia essendo una ricorrente nova (ossia un'enorme esplosione nucleare causata dall'accumulo di idrogeno sulla superficie di una nana bianca che fa sì che la stella diventi molto più luminosa del solito) che nella volta celeste appare posizionata nella costellazione dello Scorpione, si sono formati a Portland (la città più grande dell'Oregon) nel 2011 grazie a Ryan Miller (chitarra), Jon Scheid (basso) e Phil Cleary (batteria). 
Il trio ha esordito discograficamente nel 2012 con  "Nest"  a cui hanno fatto seguito "Treffpunkt" nel 2014, " Tuskflower " nel 2016 e " Catchin' Heat " nel 2023, in quest'ultima occasione il terzetto è stato coadiuvato in un brano ciascuno da Jonathan Sielaff al clarinetto e Erica Miller alla voce.
Il loro sound è debitore rispetto al jazz d'avanguardia con vigorose sprizzate di psyco prog e contorni di Krautrock e post/math rock, per un prodotto di buon livello compositivo/esecutivo.
Qua in versione live nel 2015

Album consigliato: Catchin' Heat (2023)

U I Blue

Gli U I Blue, che hanno pubblicato un unico album nel 2004 dal titolo "Songbird's Cry, provengono da  Chattanooga,  città di 180.000 abitanti dello stato statunitense del Tennessee, capoluogo della contea di Hamilton. Il progetto ha preso vita grazie a Laura Lindstrom (voce principale) e Jon Paul Davis (chitarra acustica, voce secondaria, pianoforte, chitarra ritmica ed elettrica).
La coppia, nel disco, quindici tracce per oltre settanta minuti di durata, ha chiamato a suonare nomi storici come i membri fondatori dei Glass Hammer, Steve Babb (tastiere) e Fred Schendel (tastiere, mellotron, chitarre elettriche, ebow, batteria e percussioni, basso, voce) e anche altri musicisti: Jay Craven (clarinetto),Terry Clouse (basso), Tracy Boyette (voce), Ben Davis (chitarra acustica) e Adonia String Trio (violino, viola e violoncello).
Il tappeto sonoro è delicato e sognante, con molti passaggi sinfonici e il Mellotron in bella evidenza per un progressive che spazia tra trame di bellezza pastorale con un cantato sia in inglese, sia in francese (al canto Davis).


martedì 16 aprile 2024

Nova sui prati notturni

I Nova sui prati notturni sono un progetto nato grazie alla collaborazione tra due chitarristi vicentini Massimo Fontana e Giulio Pastorello che, nel 2010, autoproducono un primo album strumentale a tiratura limitata. 
Nel 2011 con l'ingresso di di Gianfranco Trappolin (batteria), Federica Gonzato (basso, tastiere e voce) il combo veneto pubblica "Il primo giorno era ieri", primo di sei album rilasciati, tra il 2011 e il 2020, per Dischi Obliqui ( https://myspace.com/dischiobliqui ) etichetta indie italiana fondata nel 2006 dal bluesman Massimo Ferrauto e dai fondatori del gruppo avant rock dei Casa https://it.wikipedia.org/wiki/Casa_(gruppo_musicale) ossia Filippo Bordignon (compositore, cantante e paroliere) e Francesco Spinelli (chitarra).
Nel 2023 la Lizard Record, con copertina a cura dell'artista Pietro Scarso https://pietr0scarso.wordpress.com/biografia/,  pubblica "Quante stelle", full length di poco più di trentasette minuti per cinque tracce, tutte meramente strumentali, registrate in presa diretta e mixate all'Haunted Studio Recording di Castelgomberto (VI)
Il tappeto sonoro dell'opera s'invola, con creatività, tra indie, kraut, post-rock, ambient e afflati space psyco progressivi per un album di ottimo livello compositivo/esecutivo.
Interessante la proposta, attraverso un QR code sul retro di copertina, di far visualizzare l'omonimo cortometraggio realizzato da Pietro Scarso e dedicato a Giovanna Carlotto, sua compagna di viaggio, https://www.facebook.com/giovanna.carlotto , in questo caso la musica dei Nova sui prati notturni impreziosisce moltissimo le immagini.
In ascolto/visione Zeit, quinta e ultima traccia tratta da Quante stelle


Album consigliato: Quante stelle (2023)